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Padre Nostro.

Non meravigliatevi se una persona come me, che ha fatto studi ad indirizzo scientifico ed ha trascorso lunghi anni in un ambiente di lavoro che si occupava di ricerca scientifica applicata, sia un convinto credente in Dio, nel totalmente Altro.

Ma la scienza mi ha insegnato che esistono elaboratissimi programmi che l’uomo non ha elaborato e ancor oggi non è riuscito a comprendere pienamente, valga per tutti la perfetta codificazione del genoma umano.

lo non so come sia nato, ma nella cellula uovo fecondata che ha dato origine alla mia esistenza c’ero già io, con tutte le mie caratteristiche esattamente codificate.

Se esiste un programma, esiste un Programmatore; per me è una certezza. Asserire che tutto sia prodotto dal caso è giocare al calcolo delle probabilità con un rapporto di uno a miliardi di miliardi…

Ma chi è questo Dio e in che rapporto siamo con Lui.

Negli antichissimi Veda è rappresentato come un bambino meraviglioso nella cui bocca e racchiuso tutto il creato, o come uno splendido amico per l’uomo.

Nell’antico Testamento, come l’artefice dell’uomo, fatto “a Sua Immagine e Somiglianza”, al quale uomo viene donato tutto il creato perchè ne goda in pace.

Nel Nuovo Testamento e la Parola che crea, che attua quanto deciso trasformandolo in realtà.

Ma anche il Padre del figliol prodigo, il vecchio che, come intravede di lontano la sagoma del figlio che lo aveva offeso e abbandonato, con uno slancio sovrumano gli si precipita incontro per abbracciarlo e festeggiarlo, dimentico dei suoi falli.

ll Corano, all’inizio di ogni sura Lo invoca come il Clemente e il Misericordioso.

Nella fede Bahá’í viene esaltata la sua “amorosa gentilezza”.

Cristo ci invita a invocarlo come “Padre Nostro”.

ln verità, questa traduzione del testo evangelico non e proprio la migliore: alla severità del termine giuridico Padre sarebbe più opportuno sostituire il più confidente e confidenziale babbo o papà.

Per me, che sono un padre, e so quanto ami i miei figli cosa meravigliosa: se Dio è mio Padre di cosa potrò mai più temere?

Chi o cosa mi potrà nuocere?

Certamente egli è un Padre perfetto, specialmente nel suo

Amore.

…Che sei nei cieli…

Questa frase del Padre Nostro ha indotto in errore molte generazioni di credenti che hanno localizzato la dimora di Dio in un luogo misterioso, in alto, sulle loro teste. Anche il Vangelo, che narra di Gesù asceso al cielo, ha rafforzato questa convinzione.

Per secoli il Dio del Giudizio, presentato ai fedeli come il terribile giustiziere pronto a punire con tormenti eterni i falli commessi dagli uomini, non aveva sede su questa terra ma era l’Altissimo, anche in senso spaziale; era più in alto di tutti, secondo la teologia e la cosmologia del tempo.

Ma Dio e davvero cosi lontano? No! Tutte le religioni affermano che Egli vede tutto e sa tutto; per i Vangeli anche i nostri capelli sono contati; e per il Corano egli ci è più vicino della vena del nostro collo.

ll mio modestissimo parere e che se io esisto è perchè Dio mi ha tratto all’esistenza quindi in qualche modo esisto in qualche parte della “Mente di Dio”.

Di conseguenza, in qualche modo, io faccio parte del “Progetto di Dio”!

Per me, tutti gli uomini, uno per uno, fanno parte di un “Suo Progetto”, anche Giuda e stato ritenuto utile, se non necessario (stiamo attenti, quindi, a giudicare il prossimo, qualsiasi prossimo).

Ma, per adempiere al meglio al compito affidatomi, devo tentare di capire il più possibile del progetto di Dio su di me e, per questo, devo cercare di essere costantemente in “contatto”, in “comunione” con lui.

Non parlo della Comunione Sacramentale. Parlo di qualcosa di più costante, più duraturo, che coinvolga tutta la mia vita, momento per momento, e che condizioni con continuità le mie scelte e i miei rapporti con gli altri. Parlo di aprire gli occhi sugli infiniti doni che continuamente Dio ci elargisce, di avvertire l’amore di Dio per noi, di sperimentarlo e goderne, inebriandoci in esso.

ln questo modo noi già siamo nel cielo di Dio.

Sia santificato il Tuo Nome…

Se penso a Piero, se parlo di Piero, evoco una persona specifica, unica, con determinate caratteristiche fisiche e caratteriali che lo rendono riconoscibile immediatamente.

E’ il miracolo del nome: non appena si pronunzia un nome ecco apparire una persona, proprio quella, nella sua essenza e particolarità.

Per noi il nome è la persona che conosciamo così come è codificata nella nostra mente al termine di un processo intellettivo-cognitivo; Piero non esiste più soltanto in se ma anche in noi, in un nome che, immediatamente, ci rappresenta tutto ciò che sappiamo di lui.

E allora, cosa chiediamo quando invochiamo:<<Sia santificato il Tuo Nome>>?

Per noi Egli e il Suo Nome, il più Grande Nome.

Così noi chiediamo che il Nome di Dio sia adorato, rispettato, proclamato al massimo livello delle nostre capacità umane sempre e in ogni luogo; che il Donatore di Vita sia giustamente ringraziato, benedetto, esaltato e, soprattutto, amato, amato, amato.

Sia, dunque, Gloria al Signore Iddio e benedetto il Suo Nome!

Questo è stato sempre l’ardente desiderio di tutti coloro che hanno creduto in Lui e ne hanno parlato alle genti come: Abramo, Noè, Mosè, David, Maria, Cristo, Maometto e tanti, tanti altri sino ai nostri giorni.

Credere comporta amare Dio al punto di non poter vivere senza essere in comunione con Lui.

Egli costituisce la bussola della nostra vita e senza di Lui siamo confusi e disorientati; Egli è la nostra felicità al presente e nella nostra vita futura, la Nostra Speranza, la Nostra Fiducia, la Nostra Certezza, la nostra Sicurezza.

La logica conseguenza e l’amore per tutti, tutti quelli che amano Dio, qualsiasi fede religiosa professino!

Per coloro che veramente credono, cosi è.

Giacomo De Santis

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