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I MIEI DENTI, I DENTISTI E I FRATI

Vi sarete certo meravigliati che io voglia parlarvi dei miei denti: non hanno nulla di notevole e se ne parlo, malgrado un certo ritegno, è soltanto perché penso che le mie esperienze possano giovare a qualcuno.

Sin da giovanissimo mi hanno causato problemi, non so se per mia incuria, cattiva alimentazione o per loro stessa costituzione.

So soltanto che già molto giovane, avevo una bocca piena di otturazioni, che la perizia dei dentisti della mutua avevano praticato su denti dei quali, in alcuni casi, non era rimasto, che l’involucro esterno, a volte neppure integro (l’università una volta, era molto selettiva e i risultati si vedevano).

Queste enormi otturazioni ancor oggi sono integre, a distanza di sessanta anni e non riesco a capire perche questa tecnica non si pratichi quasi più, preferendo devitalizzare e incapsulare con risultati, a mio modestissimo parere, meno duraturi ed efficaci.

Il primo dentista, di cui voglio parlare e il compianto dott. Blois di Civita Castellana: lo conobbi cinquanta fa, per i consueti problemi dovuti ai denti e mi diede un preziosissimo consiglio: “Se vuoi mantenere sani i tuoi denti, mi disse, dopo averli lavati, sciacquali con mezzo bicchiere d’acqua a cui avrai aggiunto un cucchiaio di acqua ossigenata”.

Ricetta miracolosa: in cinquanta anni sono dovuto tornare dal dentista solo due volte: una volta per fartogliere il tartaro e la seconda perche un dente comincio a non essere più così saldo nella sua sede.

ln quest’ultimo problema riconobbi subito la piorrea: mio padre ne aveva sofferto e, in pochissimi giorni aveva perso tutti i suoi denti.

Angosciato andai subito dal dentista, alla ASL di Civita Castellana, ma questi mi disse che, contro la piorrea non esistevano rimedi.

Terrorizzato prenotai una visita presso l’ospedale Fatebenefratelli all’isola Tiberina, a Roma, ospedale famoso tra i vecchi romani, come me, per il suo reparto di odontoiatria.

ln ospedale ebbi la stessa diagnosi che a Civita Castellana: niente da fare.

Ero disperato, quando mi ricordai di un mio parente che, tanti anni prima, era riuscito a risolvere questo problema. Gli telefonai per sapere come e mi spiego che a salvargli i denti erano stati i frati che avevano una farmacia in piazza della Scala, a Roma: gli avevano dato una medicina da pennellare sulle gengive, che aveva risolto il problema. Corsi alla farmacia; i frati non c’erano più ma le loro ricette si; un cortesissimo farmacista capìsubito il problema, e la cura necessaria e mi invito a passare dopo un paio d’ore perchè gli occorreva del tempo per prepararla. Altro liquido miracoloso! Il primo dente era già perso ma…tutti gli altri sono ancora al loro posto. E questo prodotto si è dimostrato efficace anche per altri disturbi gengivali.

Vi do la composizione del medicinale perchè in caso di bisogno, possiate farvelo preparare dal vostro farmacista di fiducia: estratto fluido di ratania c.c. 20, estratto fluido di mirra cc. 20, tintura di iodio cc. 20, glicerolo c.c. 30.

Attenzione: dei primi due ingredienti deve essere usato solo l’estratto fluido e non altri derivati. Se il vostro farmacista fosse in difficoltà nel procurarsi gli estratti fluidi  (a volte non facilmente reperibili) non vi resta che rivolgervi alla farmacia Santa Maria della Scala, in piazza della Scala 23, a Roma (zona Trastevere). Aggiungo, per vostra comodità, il numero di telefono della farmacia perché, telefonando prima, potrete trovare il medicinale già preparato ed evitare di dover aspettare:

06.58.06.2l7

Pace e bene!

Giacomo De Santis

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