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TRE GIORNI PER MORIRE

La peste bubbonica del 1348 a Viterbo

Macchie nere sul corpo e bubboni sotto l’inguine e le ascelle erano i riconoscibilissimi e temutissimi sintomi della malattia che, entro tre giorni, avrebbe portato il contagiato alla morte: la peste bubbonica.

Oggi sappiamo che questa malattia, che esplodeva con particolare virulenza nel periodo estivo, era dovuta ad un bacillo, normalmente ospite dei ratti, che le pulci potevano trasmettere anche all’uomo con effetti rapidamente letali poiché l’uomo risultava privo di adeguate difese immunitarie.

I medici dell’epoca non riuscirono ad individuare la vera causa della malattia: ipotizzavano: aria infetta, nefaste congiunzioni astrali, sporcizia, castighi divini e “ curavano “ con veleni ( somministrati come antidoti ) o medicamenti a base di carne di vipera, o argilla ( come astringente ), o con balsami a base di trementina ( che, pure, non è priva di tossicità ) mentre, per scongiurare il male si effettuavano tante processioni e l’astinenza dal sesso.

Poiché le condizioni igieniche dell’epoca erano quelle che erano e ratti e pulci erano costantemente presenti nei centri abitati, in pochissimi giorni poteva morire il 30 – 40 % della popolazione di una città, ma la pestilenza che afflisse Viterbo nel 1348 fu veramente la peggiore della sua storia: vi morì tra la metà e i due terzi della popolazione, così che la città rimase spopolata e fu necessario far affluire gente dai centri vicini che si spopolarono a loro volta.

A livello politico le conseguenze più rilevanti della peste furono: l’estinzione di potenti famiglie nobili e un considerevole aumento del patrimonio ecclesiastico, mediante testamenti e donazioni, da parte di chi, temendo di perdere la vita, cercava di comprarsi la salvezza dell’anima.

Come conseguenza della malattia si ebbe anche una radicale trasformazione dei costumi che portò ad un tenore di vita definito “ spensierato “.

Il bibliofilo

Bibliografia : Giovan Battista Sguario: “ La peste bubbonica del 1348 “ in “ Biblioteca e società “, anno X, vol. 1 – 2 del 30 giugno 1991

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