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POVERO UOMO

Ai miei tempi gli uomini erano orgogliosi di essere uomini: potevano permetterselo perché nessuno contestava il loro ruolo, chiaramente distinto da quello della donna.

Conquistato l’amore di una donna s’instaurava un legame affettivo definitivo, che, salvo non frequenti eccezioni, durava, nella buona e nella cattiva sorte, tutta la vita.

Generalmente, nella sua vita, la donna aveva rapporti con un solo uomo che, così, non doveva sottostare ad odiosi confronti, almeno sul piano sessuale.

La droga era un oggetto misterioso esclusivo di alcuni nobili; l’unico problema serio per la salute poteva essere costituito dall’alcolismo da vino, di cui qualcuno abusava. Ma il vino, con la sua moderata gradazione alcolica, impiegava molto tempo a fare grossi danni, mentre la diffusione dei bar e la vendita di superalcolici era limitata dalle condizioni economiche, non certo floride in guerra o nel primo dopoguerra. Il vizio più diffuso era quello del fumo di cui, per ignoranza, si sottostimavano i danni.

Nel complesso, guerra a parte, l’uomo era psicologicamente a suo agio.

Oggi cresce spesso in famiglie disastrate che non gli forniscono quel sostegno morale di cui avrebbe bisogno.

Si raggruppa in piccoli o grandi branchi dove i vizi del singolo divengono subito vizi comuni e si distrugge con ritmi di vita innaturali, con folli perdite di sonno, consumando sostanze tossiche, le più varie, mangiando cibi spazzatura e abusando di tutto, abusando di se stesso.

Il rapporto con la donna, selettiva e combattiva, da rapporto di collaborazione è divenuto rapporto concorrenziale o, spesso, un rapporto basato quasi unicamente sul puro sesso.

La pubblicità ci vuole tutti giovani, aitanti, emergenti ma, naturalmente, l’uomo ha i suoi limiti e le sue debolezze che troppo spesso si trova da solo ad affrontare.

Così crescono problemi e insicurezze: sembra ci siano molti ventenni che, per essere “ sicuri “, usino il Viagra e le statistiche sui casi di affetti da coito prematuro sono veramente allarmanti.

Non nascondiamoci: oggi l’uomo è in crisi e reagisce male: con il suicidio: nell’ambito delle coppie che si sono divise oltre il 92% dei suicidi è uomo.

Gli esperti del CEPIC , che a questo problema ha dedicato un convegno nazionale attestano: “ L’uomo commette più frequentemente suicidio a causa del disagio generato dalle separazioni e dai figli contesi, più di quanto accada alle donne, con 102 casi su un totale di 110 ( nel 2004 ).

L’uomo risulta essere il soggetto maggiormente sconfitto nella coppia che si separa: il decremento del reddito, l’allontanamento dei figli che, spesso diventa affido esclusivo ( a donne che glieli renderanno nemici, n.d.r. ), arma di ricatto e soppressione della figura paterna, mina gravemente la persona spingendo a comportamenti autodistruttivi, dipendenze, atti disperati. “

La verità è che, purtroppo, oggi tutti i mezzi di comunicazione spingono a stili di vita dalle conseguenze molto amare.

Si avrà il coraggio di ritornare indietro?

Giacomo De Santis

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