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LEGGI E USANZE DI ORTE NEL XIII SECOLO

Dopo la caduta dell’impero romano a seguito delle invasioni barbariche le istituzioni vennero contaminate dagli usi e costumi degli invasori e, nel campo del diritto, si ebbero frammistioni delle vecchie leggi con nuove usanze: così, ad esempio, acquistando un terreno o una casa il venditore si assoggettava all’uso della “ consegnatio “, cioè della simbolica consegna all’acquirente di un simbolo del bene acquistato: se il bene fosse stato un terreno, il compratore poteva riceverne una zolla, come pegno del suo possesso, ed era tenuto ad entrare nella sua nuova proprietà e a percorrerla in lungo e in largo per dimostrare a tutti il suo possesso e per accertare che nessuno gli si opponesse.

Similmente per l’acquisto di una casa: se ne poteva ricevere una porta o un chiavistello con l’obbligo, per l’acquirente, di esibirsi nell’entrare e nell’uscire diverse volte dall’abitazione acquistata per gli stessi fini già illustrati a proposito del terreno.

Altra nuova usanza il…” bacio della pace “: veniva premesso, alla presenza di un notaio, alla consegna di una quietanza liberatoria per un mutuo quando nella gestione del mutuo fossero sorte controversie.

Ed un bacio consacrava la pace anche quando fossero stati commessi reati di tipo criminale.

Per evitare le spese degli avvocati e degli apparati di giustizia, a quei tempi, la gente ricorreva spesso ad un lodo arbitrale, cioè all’impegno di sottomettersi integralmente e senza opposizioni al giudizio di uno o due arbitri della controversia, nominati d’accordo tra le parti.

Si otteneva un giudizio celere, equo e a basso costo che varrebbe la pena di ripristinare.

La donna, in tutto soggetta all’uomo, doveva essere fornita di una dote; esenzioni da questa norma dovevano essere chieste alle autorità superiori dallo spasimante che intendesse impalmare la sua bella che ne fosse priva.

Così come alle autorità dovevano rivolgersi i padri particolarmente ricchi o con una figlia particolarmente brutta che volessero dotarla di beni maggiori del consueto.

Chi volesse maggiori informazioni su quanto scritto e su altre usanze ortane dell’epoca è invitato a leggere il bell’articolo citato in bibliografia.

Cordialmente

                                                                  Il bibliofilo

Bibliografia: Alberto Porretti: “ Note su un protocollo notarile del XIII secolo “ da: “ Biblioteca e società “ – Anno XVI – N° 1 -2 – 30 giugno 1997        

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