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Poesie della tuscia

L’UOMO E LA BESTIA

Per definire a volte un uomo infame,

ad una bestia vien paragonato,

a una belva feroce oppure a un cane,

o  a un animale molto malfamato.

Ma analizzando il nesso ci accorgiamo,

di peccare non poco d’immodestia,

anche se l’uomo si ritiene umano,

non sarà mai migliore della bestia.

I fatti l’han da sempre dimostrato,

che la sua crudeltà non ha rivali,

pur se d’intelligenza egli è dotato,

è il peggior di tutti gli animali.

S’è mai verificato che una bestia,

dichiari guerra a quei della sua razza?

soltanto per paura o per molestia,

lei si ribella o qualche volta… ammazza.

Sol per diritto di sopravvivenza,

per essa o per i figli, l’uomo invece…

non timorato della sua coscienza,

uccide proprio quei della sua specie.

Inquina, per le sue comodità

reo di recar danno al mondo intero,

calpesta il verde per la vanità,

d’un palazzo grandioso o d’un impero.

rapisce con viltà grandi e piccini,

privandoli dei loro cari affetti

da ricattar con luridi quattrini

evidenziando i disumani aspetti.

Fa guerra perché avido di gloria,

Ruba per appagar le sue ambizioni,

Disprezza i pari suoi per la sua boria,

Tradisce dando pene e delusioni.

Quindi non mi par giusto il «paragone»,

viste dell’uomo, le sue note orrende,

se mai è la bestia che con gran ragione,

è a lui paragonata che s’offende…!!!

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