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LE “ PAZZIE “ DI GESU’

“ Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli “

Queste parole di Gesù, tratte dal vangelo di Luca, sono dirompenti: la cultura religiosa ufficiale,che si autoproclamava dotta e sapiente in materie riguardanti il divino viene pienamente sconfessata: scribi e farisei, i “ sepolcri imbiancati “, che dicono di rappresentare la sapienza di Mosè e della Legge mettendosi in mostra cercando onori terreni, additati come esempi da non seguire. Lo stesso tempio non è più il riferimento per la dottrina e il culto ma, come Gesù proclama alla Samaritana, il culto varrà celebrato in ogni luogo in Spirito e Verità.

Questi messaggi non potevano certo essere graditi a chi si proponeva come mediatore ufficiale tra Dio e l’uomo, ed infatti la casta sacerdotale insorse contro il Messia.

Ma qual’è la Sapienza che la dottrina dei dotti non riusciva a comprendere? E’ quella del buon Samaritano e del suo prossimo: il Samaritano, uomo di una razza disprezzata dagli Ebrei che gli si ritengono superiori, è ignorante di Legge e profeti, ma, da uomo semplice, aiuta, con generosità, chi è in difficoltà. Egli agisce non per dottrina ma per amore.

E non c’è dubbio che la dottrina di Gesù sia quella dell’Amore perché Egli sarà pronto a rinunciare alla sua vita, ed in modo molto doloroso, pur di fare la volontà del Padre e ristabilire, in un contesto

di corruzione dell’apparato religioso, la validità dei principi universali contenuti nelle Scritture.

La nuova Sapienza che Gesù insegna non può essere comprensibile ai dotti o con la comune ragione: “ Beati voi, che siete poveri, perché vostro è il Regno di Dio! Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati! Beati voi, che ora piangete, perché riderete! “

Perché esaltare la povertà,la fame, il dolore?

Per capire questo ricordiamoci del giovane ricco che voleva seguire Gesù ma rinunciò perché non volle disfarsi dei molti suoi beni: non si può servire Dio e Mammona! Non dobbiamo preoccuparci dei beni materiali perché “ Il Padre vostro sa di che cosa avete bisogno “ Ricordiamoci che i beni che possediamo oltre le nostre necessità vitali ci sono stati dati per gli altri che ne avessero necessità.Ed anche le nostre vite, come Gesù ci ha insegnato, non ci appartengono ma dobbiamo spenderle per gli altri.

Quale dotto o sapiente è in grado di capire questa dottrina?

Giacomo De Santis

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